Tracce

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Still life. L’inanimato per definizione prende spazio e si posiziona in un contesto altrettanto immobile, fatto di un silenzio assorbito e trattenuto nelle ombre, occultato dalle luci. Tuttavia permane un suono naturale, legato alla vita, legato all’uomo, un eco di ciò che è stato e che ancora è ma trasformato. Vita ferma, sì, oppure ancora vita. Still life. Detriti lasciati da un mare invernale, residui di sabbia, agglomerati e incrostazioni, fili, schegge che un tempo avevano forme e funzioni, legni che erano rami, scorie che erano foglie, elementi che erano vivi e che oggi sono vissuti. Su di essi, implacabile, l’azione del tempo. Più che una natura morta è una natura usata, frantumata dal proprio percorso e riassemblata dal caso, spagliata delle sue vecchie storie e chiamata a raccontarne una nuova, ferma eppure fremente, perché carica di tutto ciò che risuona in un b&n disciplinante che si posa dall’alto, che non altera l’accidentalità della struttura. Composizione dell’immagine e scomposizione della materia. Se dal vegetale, dall’organico poi si trascolora piano verso l’universo umano, il rifiuto si fa scarto, scampolo delle azioni, avanzo dell’utilizzo e la sembianza assume connotazioni quasi grafiche, ideogrammatiche. Positivi nero su bianco, ricci di ferro. Positivi bianco su nero, spago da pacchi. Un getto d’inchiostro che cerca la profondità del nero, l’effetto tattile, il velluto delle ombre, per narrare la poetica del quotidiano e del tempo trascorrente che depone patine ricche di una suggestione discreta, moderata ed elegante.

http://www.lattanziphotofineart.com/gallery_229081.html

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